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I benefici della dieta vegetariana

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Un articolo pubblicato su Journal of the American Dietetic Association conferma i dati di uno studio di qualche anno fa dell’autorevole centro di ricerca sul cancro europeo EPIC di Oxford (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition): le persone che seguono uno stile alimentare vegetariano sono meno esposte ai rischi delle malattie del benessere tipiche del mondo occidentale: bassi valori di colesterolo ematico, ridotto rischio di cardiopatia, ridotti livelli di pressione arteriosa, minore rischio di diabete II e minore rischio di contrarre cancro in particolare all’intestino. Inoltre i bambini che seguono uno stile vegetariano hanno un indice di massa corporea più basso e sono perciò più magri in rapporto ai bambini che seguono una tipica dieta occidentale. Più di recente, un articolo su  Journal of Child Psychology and Psychiatry ha messo in evidenza come le donne che in gravidanza assumono maggiori quantità di verdure abbiano livelli superiori di acido folico nel sangue e partoriscano bambini con un cervello più sviluppato, più tranquilli e con una minore incidenza della sindrome di iperattività o di deficit di attenzione (ADH). Gli studi scientifici a riguardo di una dieta vegetariana si moltiplicano giorno per giorno. E’ stato pubblicato su American Journal of Clinical Nutrition il dato che una maggiore assunzione di proteine animali, in particolare quelle presenti nei formaggi e nelle carni animali, determina un’acidificazione del sangue che l’organismo tende a tamponare prelevando calcio e minerali dalle ossa con una maggiore esposizione a problematiche di tipo osteoporotico. In effetti i benefici apportati dalla dieta vegetariana sono da attribuire al maggior apporto di fibre presenti nei prodotti vegetali, di acidi grassi omega-3 e dal minore apporto di grassi saturi e colesterolo  delle carni animali. L’Italia è al primo posto in Europa per numero di vegetariani con più di 6 milioni di persone, il 10% della popolazione, divisi in tipologia in base al loro stile alimentare. Chi abbraccia una dieta vegetariana ha diverse motivazioni: morali, di salute, filosofiche, religiose. Infatti i vegetariani meno rigorosi non mangiano né carne, né pesce, ma accettano latte e uova, mentre i vegani escludono anche questi ultimi. A metà strada vi sono gli ovo-vegetariani che escludono il latte, ma non le uova. Il forte aumento della popolazione vegetariana è dovuto anche al supporto scientifico che indica che la dieta vegetariana se ben equilibrata e variata non apporta nessun pericolo concreto di carenze nutrizionali ed è appropriato per ogni ciclo di vita.  Come comportarsi con i bambini? E’ giusto e corretto sottoporli a questo tipo di alimentazione per la loro crescita? E’ indubbio che i bambini vegani sono maggiormente esposti a carenze di calcio, ferro e vitamina B12 in seguito all’esclusione di tutti i prodotti animali ed inoltre gli studi statistici indicano che i bambini vegani seppur nella norma crescono con una velocità minore rispetto ai bambini onnivori per poi equipararsi durante l’adolescenza. In questi casi sarebbe opportuno pianificare l’alimentazione con un nutrizionista che indichi le modalità per evitare appunto  ritardi nella crescita o malnutrizioni generate a volte anche da una cattiva gestione dell’alimentazione! Senza perciò schierarsi a favore o contro l’alimentazione vegetariana, porsi come priorità il corretto apporto di proteine, carboidrati, vitamine e oligoelementi necessari per un ottimale sviluppo psico-fisico del bambino che da grande deciderà da solo cosa mettere nel piatto!

Leggi l'articolo scritto per gioia bambino