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Forum disturbi alimentari: le tue domande

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Gent.mo dott. Uliano,

sono affetta da disturbo alimentare tipo bulimico, da diversi anni. La mia patologia è migliorata molto dopo aver fatto un lavoro annuale tramite approcio integrato con psicologo e nutrizionista. Attualmente mi sento molto meglio, ma la cosa che mi preoccupa ancora e la mia immagine corporea. Posso fare qualcosa per questo problema? grazie anticipatamente.

Gabriella (Torino)

IL NUTRIZIONISTA RISPONDE: Gent.ma sig.ra,

i disturbi dell'immagine corporea sono molto frequenti all'interno di un disturbo alimentare e spesso è il nodo cruciale che crea l'ansia verso il proprio corpo. Questo meccanismo induce a mettersi a dieta, ma nel caso della bulimia, spesso la dieta non regge e si scatenano le abbuffate seguite da compensazioni tramite il vomito. Pertanto è molto importante che continui la terapia psicologica orientata al miglioramento reale ed obiettivo della sua immagine del corpo. Le cause della dispercezione corporea sono diverse e profonde. Dalla bassa autostima al raggiungimento di target estetici. Tutti questi fattori vanno valutati approfonditamente. Le auguro buon lavoro.

 Egregio, dott. Uliano,

sono affetta da bulimia, da alcuni anni e adesso stò curando questo problema dal punto di vista psicologico. Ho letto che diario alimentare specifico per i disturbi alimentari mi possa essere di aiuto. A cosa serve e qual'è il suo parere? Grazie di cuore.

Viviana (Pisa)

IL NUTRIZIONISTA RISPONDE: Gent.ma sig.ra,

il diario alimentare è uno strumento utilissimo per queste forme di disturbo. Esso consiste nell'annotare giorno per giorno la propria alimentazione e i momenti associati alle abbuffate e alle forme di compenso come il vomito autoindotto. Questo strumento è utilissimo sopratutto nei primi mesi della terapia dove è importante una conoscenza approfondita di se stessa dal punto di vista alimentare e comportamentale. Nel tempo il diario le permetterà di diminuire le abbuffate compulsive e le condotte di eliminazione. Le auguro buon proseguimento.

Egregio Dott. Uliano, mi chiamo Antonetta, vivo in provincia di Napoli. Soffro di depressione maggiore e di ipotiroidismo, nonchè di abbuffate compulsive. Non mi manca niente.......Sono stata per 5 anni in analisi (cognitivo-comportamentale)  per la cura della depressione e del disturbo alimentare dal Prof. .... Sono stata seguita bene, ma la dott.ssa che mi seguiva purtroppo si è trasferita.  Chiaramente sono obesa, peso 87 kg, faccio una cura farmacologica e tutto quello che ho fatto fin'ora non riesce a farmi uscire da questa situazione. La dieta tisanoreica la fa seguire alle sue pazienti. Sono angosciata e delusa. Le auguro buon lavoro. Saluti .

A ntonietta (Napoli)

IL NUTRIZIONISTA RISPONDE: Gent.ma sig.ra,

una dieta è sempre una dieta!! Ci sono quelle che dimagrire più velocemente e altre di questo tipo, mentre altre fanno dimagrire più lentamente. La differenza sta nella qualità della perdita di peso. Di solito le diete veloci fanno perdere anche massa muscolare e proteine con conseguente perdita di metabolismo il che può essere deleterio a lungo andare perché successivamente e più difficile dimagrire o nei casi più seri si riacquista più peso rispetto a quello iniziale.

Da quanto posso capire ci sono più disturbi da considerare. La depressione maggiore  spesso ingloba anche i disturbi alimentari:  l’uno non esclude l’altro. La psicoterapia è molto importante in questi casi e immagino che la perdita della terapeuta sia stata una bella batosta per lei. Quello che adesso deve fare è trovare una psicologa di cui si fida che la possa continuare a seguire. Un mio parere personale è che la terapia cognitivo comportamentale và bene per i primi periodi del disturbo alimentare, ma successivamente andrebbero anche approfondite  le cause del problema tramite una psicoanalisi. Spesso la preoccupazione del peso e cibo è una facciata di qualcosa più profondo, è la punta dell’iceberg. Le ripeto, è un mio modesto parere!! Ad ognuno la sua cura!!  Le consiglio comunque di seguire, come ha fatto fino adesso,  una approccio integrato con psicologo e nutrizionista per affrontare entrambi i problemi. Questo tipo di approccio dovrà essere a lungo termine e a cadenza settimanale in modo che riesca ad approfondire tutte le tematiche del caso. Inoltre è importante fare delle lezioni psico-nutrizionali.

Essendoci una patologia tiroidea, le sconsiglio vivamente di seguire diete troppo drastiche ne potrebbe risentire il metabolismo sopratutto la termogensi che viene controllata dalla ghiandola tiroidea. Infine le posso dire che il problema che si ritrova ad affrontare da tanto tempo non è per nulla una passeggiata, per cui capisco il suo scoraggiamento, ma sicuramente se ne può uscire e guarire. Non demorda e continui  nel suo cammino con speranza e pazienza.  Mi faccia sapere sue notizie.

Cordiali saluti